Aldo Grasso: Selvaggia Lucarelli “protagonista della caduta dello standard linguistico” e lei risponde
Pubblicato da fabiana
Impazza sul web l’appassionante la schermaglia (ma chiamiamola pure “botta e risposta”) fra il critico Aldo Grasso e Selvaggia Lucarelli.
Come definire lei? Scrittrice, conduttrice e sì, opinionista e… sì, concorrente della Fattoria, edizione 2006.
Insomma Aldo Grasso qualche giorno fa scrive “Mai visto qualcosa di più ridicolo e schernente nei confronti della serie”.
Si riferisce alla striscia di 10 minuti scritta e interpretata da Selvaggia su Sky, in occasione della programmazione del film Sex&The City proprio sulla piattaforma satellitare.
Nello speciale (piuttosto inutile e sciatto per la verità) Selvaggia, H&M vestita, ripercorre la storia della serie lanciando ogni tanto qualche banale commento, girovagando per boutique o provando accessori.
Naturalmente con il suo fedele computer al seguito.
Ma Aldo Grasso è spietato e a proposito dello “speciale” scrive “Un diario di assoluta vacuità, la cosa più lontana che esista dal glam della serie. Non basta visitare un celebre caffè di Milano o entrare in un negozio di borse per sentirsi Carrie.
Ci vuole altro, proprio quello che manca alla protagonista della caduta dello standard linguistico”. Non l’avesse mai scritto.
Selvaggia Lucarelli non ha gradito e direttamente dal suo blog ha risposto per le rime scrivendo tra l’altro “Lei (riferendosi a Grasso) scrive che lo speciale di Sex and the city è “Un diario di assoluta vacuità, la cosa più lontana che esista dal glam della serie”.
Signor Grasso. Le sta parlando una che venera Carrie e la serie quanto sua madre. Perché è scritta divinamente, perché le protagoniste sono eccezionali, perché gioca sull’ironia. Ma le sta scrivendo anche una perfettamente consapevole del fatto che “Sex and the city” è la celebrazione, il trionfo, l’apoteosi della vacuità. E, per giunta, di una vacuità di nicchia, alimentata da scarpe costose, aperitivi, trombate con broker e frustrazioni femminili piuttosto invidiabili. E mi perdoni, ma in questo senso, il confine tra il vacuo attribuito a me e il glam attribuito a Carrie è piuttosto sottile.
Poteva darmi della coatta, della scialba, dell’inadeguata, dell’analfabeta, della peracottara ma abbia pazienza, Carrie e le sue Jimmy Choo sono perfino più vacue di me. E poi suvvia, il termine “glam” per il quale io provo un ribrezzo assoluto lo faccia usare alla Sozzani.
O dice anche “stiloso” e “bella gente”?”. Insomma si è davvero offesa e secondo lei Grasso si è voluto vendicare di un “articolino” scritto dall’opinionista in cui scriveva
“Sì, lo so che Aldo Grasso è notoriamente poco vendicativo per cui presto scriverà che non merito tanto spazio in tv anche se mi vedrà accarezzare un materasso all’interno di una televendita condotta da Raffaello Tonon, ma che ci volete fare. Sono un’impavida”.
Chissà se Grasso si degnerà di rispondere.
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