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Il cinepanettone Natale a Beverly Hills con Christian De Sica è riconosciuto come un film d’essai.

Lo avreste mai detto? Assolutamente no. Ma è così, almeno per la legge Urbani, non certo per la qualità del film che sarà prevedibile e sulla stessa scia di quella dell’eterno e ripetitivo filone.

E’ stato il Ministro della Cultura Urbani (di qualche tempo fa) a rendere possibile ciò stravolgendo le dinamiche e i requisiti per diventare un film d’essai.

Erano richiesti in tal senso diversi dati tra cui la solidità produttiva, la ricchezza del cast, il valore dei registi.

Elementi che permettono di ottenere finanziamenti per diventare film d’interesse culturale e nazionale. E non solo: questi film godono anche dei cosiddetti crediti d’imposta per usufruire di detrazioni fiscali.

E anche i cinema che proiettano in sala queste pellicole, usufruiscono delle detrazioni fiscali.

 Il fatto è che anche «Natale a Beverly Hills» ha effettuato la richiesta per poter accedere a questi crediti d’imposta, divenendo pertanto un film d’essai e d’interesse culturale e nazionale.

Sì, stiamo ancora parlando di Natale a Baverly Hills… che potrà essere pure considerato tecnicamente un film d’essai, ma che in effetti rimane il cinepanettone di sempre fra battute prevedibili, scambi di ruoli e certamente tanta (presunta) volgarità. Un vero paradosso.

Come siamo caduti in basso.